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DDL Concorrenza 2026: slitta ancora l'approvazione. Cosa significa per l'RC Auto

Il Disegno di Legge annuale per la concorrenza, atteso da mesi per le misure che dovrebbero intervenire sul mercato RC Auto, ha subito un ulteriore slittamento parlamentare. Lo riporta Il Sole 24 ORE a metà luglio 2026, confermando un copione che si ripete ormai da diverse legislature.

Il DDL Concorrenza non è solo un adempimento burocratico: è lo strumento con cui ogni anno il Governo dovrebbe introdurre misure pro-concorrenziali nei settori regolamentati, tra cui proprio le assicurazioni. Tra le misure attese per il 2026 ci sono interventi su scatola nera, portabilità della classe di merito e trasparenza dei preventivi.

Il rinvio significa che tutte queste misure restano congelate. Per gli assicurati, il costo pratico è chiaro: il mercato RCA resta meno concorrenziale di quanto potrebbe essere, e i premi continuano a salire senza che il legislatore metta in campo gli strumenti per frenare la dinamica.

Uno dei nodi più delicati riguarda l'estensione dello sconto obbligatorio per chi installa la scatola nera. Attualmente lo sconto è facoltativo per le compagnie; il DDL avrebbe dovuto renderlo strutturale e vincolante, con una percentuale minima garantita. Il rinvio lascia questa misura nel limbo.

Anche sul fronte della trasparenza il rinvio pesa: l'obbligo per le compagnie di comunicare con congruo anticipo le variazioni del premio in scadenza, già previsto in bozza, slitta al prossimo passaggio parlamentare.

Le associazioni dei consumatori hanno criticato duramente l'ennesimo rinvio. Assoutenti ha parlato di un DDL che rischia di diventare solo aria fritta, mentre il mercato RC Auto continua a macinare rincari senza correttivi.

Per i danneggiati da sinistro, la notizia ha un rilievo indiretto ma importante: più il mercato è opaco e poco concorrenziale, più le compagnie tendono a contenere i costi dei risarcimenti per mantenere margini. Un mercato più trasparente e competitivo tutela anche chi deve aprire un sinistro.

Fonte: Il Sole 24 ORE, 14 luglio 2026.

Fonte: Il Sole 24 ORE