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Falsi incidenti e frodi assicurative: maxi operazione ad Alcamo, 29 misure cautelari

Il pubblico ministero del Tribunale di Trapani ha richiesto al GIP 29 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati che farebbero parte di un'organizzazione dedita alle truffe assicurative tramite la simulazione di incidenti stradali inesistenti.

Secondo l'accusa, il noto avvocato alcamese Ubaldo Ruvolo sarebbe il capo e promotore del sodalizio criminale che pianificava i falsi sinistri per poi presentare le richieste di risarcimento al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada e alla compagnia Unipol, designata per le liquidazioni nella Regione Siciliana.

L'inchiesta ha delineato una struttura piramidale con ruoli ben definiti: accanto al presunto capo, un coordinatore delle attività (l'avvocato Giuseppe Coraci), procacciatori di sinistri, finte vittime e falsi testimoni. Un terzo legale, Antonino Lombardo, è descritto come "compartecipe alla falsa testimonianza".

Le misure richieste includono 2 custodie cautelari in carcere, 10 arresti domiciliari e 17 obblighi di dimora. Le indagini, condotte dai Carabinieri di Alcamo, sono scattate dopo un esposto di UnipolSai e hanno visto circa un centinaio di intercettazioni tra giugno 2024 e maggio 2025.

Le denunce dei falsi sinistri venivano presentate in vari comuni del comprensorio trapanese e palermitano: Alcamo, Buseto Palizzolo, Castellammare del Golfo, Castelvetrano, Partinico, Capaci e Palermo.

Questo caso dimostra quanto il fenomeno delle frodi assicurative sia ancora diffuso in Italia, con conseguenze dirette sui premi RC Auto di tutti gli automobilisti. Le compagnie assicurative stimano che le frodi incidano per circa il 10% sul costo medio delle polizze, un costo che ricade su ogni assicurato onesto.

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Fonte: Alpauno