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Guida sotto stupefacenti e incidente: l'aggravante scatta anche senza nesso causale. La sentenza della Cassazione

Con una sentenza destinata a fare discutere, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante in tema di guida sotto l'effetto di stupefacenti: quando un conducente alterato provoca un incidente stradale, l'aggravante prevista dal Codice della Strada scatta automaticamente, senza che sia necessario dimostrare uno specifico nesso causale tra l'assunzione della droga e il verificarsi del sinistro.

La Quarta Sezione Penale, con la sentenza n. 26681 depositata il 16 luglio 2026, ha rigettato il ricorso di un automobilista che nell'aprile 2023 era uscito di strada finendo in bilico su un cordolo in cemento armato. Gli agenti intervenuti lo avevano trovato in forte stato di stordimento, con siringhe sui sedili posteriori, e gli esami del sangue avevano confermato la presenza di metadone in quantità significative.

La difesa sosteneva due argomenti: che lo stordimento fosse conseguenza dello shock post-incidente, e non della droga; e che mancasse la prova che l'assunzione di stupefacenti avesse effettivamente causato l'uscita di strada. Su entrambi i punti, la Cassazione ha dato torto al ricorrente.

Sul primo punto, i giudici hanno ricordato che per la guida sotto stupefacenti — a differenza della guida in stato di ebbrezza dove basta il superamento delle soglie alcolemiche — serve un duplice accertamento: la presenza della sostanza nel sangue e l'esistenza di circostanze sintomatiche che dimostrino l'effettivo stato di alterazione alla guida. Nel caso concreto, gli elementi c'erano tutti: l'incapacità di relazionarsi con gli agenti, il rinvenimento delle siringhe, le dichiarazioni dei familiari sulla tossicodipendenza, e la stessa condotta di guida anomala.

Sul secondo punto, la Cassazione è stata ancora più netta. Per far scattare l'aggravante dell'aver provocato un incidente (prevista dall'art. 187, comma 1-bis del Codice della Strada), non è necessario che vi siano danni a terzi — persone o cose. È sufficiente anche il semplice urto contro un ostacolo o, come nel caso esaminato, la fuoriuscita del veicolo dalla sede stradale. Qualsiasi situazione che costringa il veicolo ad arrestarsi in modo anomalo, creando una turbativa del traffico, integra la nozione di incidente.

E soprattutto, il dettato normativo non richiede la prova che l'incidente sia stato causato specificamente dall'alterazione da droga. La sola circostanza che il conducente fosse in stato di alterazione psico-fisica e abbia provocato un sinistro è sufficiente per l'aggravante.

Questa pronuncia ha conseguenze importanti anche sul piano risarcitorio. Chi guida sotto l'effetto di stupefacenti e causa un incidente rischia non solo conseguenze penali più severe, ma anche ripercussioni sul piano civile: la compagnia assicurativa potrebbe esercitare la rivalsa nei confronti del responsabile, e il danneggiato potrebbe vedere riconosciuto un risarcimento maggiorato proprio in ragione della gravità della condotta del conducente.

Se hai subito un sinistro causato da un conducente in evidente stato di alterazione, è fondamentale documentare ogni elemento che possa provare tale condizione: segnala immediatamente il fatto alle forze dell'ordine, raccogli testimonianze e, se possibile, scatta fotografie. Questi elementi possono fare la differenza sia in sede penale che nella quantificazione del risarcimento.

Fonte: Responsabile Civile