Il premio medio RCA in Italia ha raggiunto i 355 euro a marzo 2026, in aumento rispetto ai 341 euro dello stesso mese del 2025. Lo comunica l'IVASS nell'ultimo bollettino statistico, confermando un trend di crescita che prosegue ormai da diversi trimestri. L'incremento annuo del 4,1% si inserisce in un contesto di rincari generalizzati che sta mettendo sotto pressione i bilanci delle famiglie italiane.
Le differenze territoriali restano marcate. La provincia più cara si conferma Napoli, dove il premio medio supera i 580 euro, seguita da Prato e Caserta. All'opposto, le province più economiche sono Aosta ed Enna, dove il premio medio è inferiore ai 250 euro. Il divario tra Nord e Sud resta significativo, sebbene in lieve riduzione rispetto al passato.
Tra i fattori che spiegano l'aumento dei premi ci sono l'inflazione del costo dei sinistri (ricambi auto più cari, manodopera in crescita, costi sanitari in aumento) e l'introduzione di nuove tasse sulle polizze RCA. Dal 1° gennaio 2026, infatti, è entrato in vigore l'aumento dell'imposta sulle assicurazioni RC auto, che ha inciso per circa 10-15 euro sul premio medio annuo.
Secondo le stime di alcune associazioni dei consumatori, circa 500.000 automobilisti italiani hanno subito un aumento del premio superiore al 10% rispetto all'anno precedente, spesso a causa di un sinistro con colpa registrato nell'attestato di rischio. Il sistema del bonus-malus resta il principale meccanismo di determinazione del premio: un sinistro con colpa può far aumentare il premio anche del 30-40% al rinnovo successivo.
Come difendersi dai rincari? Il primo consiglio è confrontare sempre più preventivi prima del rinnovo. La differenza tra la polizza più cara e quella più economica, a parità di garanzie, può superare il 50%. I comparatori online sono uno strumento utile, ma è importante verificare che le garanzie siano effettivamente equivalenti e che non ci siano franchigie o massimali penalizzanti.
Un'altra strategia efficace è valutare l'installazione della scatola nera, che può ridurre il premio del 10-20% e offre il vantaggio di una gestione più rapida dei sinistri. Per chi percorre pochi chilometri all'anno, esistono polizze a chilometraggio limitato che possono far risparmiare fino al 30%.
Infine, per chi ha subito un sinistro e teme l'aumento del premio, esiste la possibilità di risarcire il danno in proprio (rinuncia alla rivalsa) per preservare la classe di bonus-malus. In molti casi, soprattutto per danni di modesta entità, questa scelta può rivelarsi più conveniente nel lungo periodo rispetto all'aumento del premio causato dal sinistro registrato.
Il consiglio più importante resta quello di non restare scoperti: guidare senza assicurazione comporta sanzioni pesantissime (da 866 a 3.464 euro più il sequestro del veicolo) e, in caso di sinistro, l'obbligo di risarcire i danni di tasca propria. Meglio dedicare qualche ora alla ricerca della polizza più adatta che rischiare conseguenze ben più costose.