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RCA 2026: premio medio a 355 euro a marzo, ma la stangata non è finita — tutti i dati

Il premio medio dell'assicurazione RC Auto in Italia ha toccato quota 355 euro a marzo 2026, secondo gli ultimi dati di settore diffusi dall'IVASS e ripresi dalla stampa specializzata. Un incremento significativo rispetto ai 335 euro di fine 2025, che conferma il trend di rialzo avviato già nel biennio precedente.

A pesare sui portafogli degli automobilisti italiani sono diversi fattori concomitanti. In primis, l'aumento delle tasse sui premi assicurativi introdotto con la Legge di Bilancio 2026, che ha alzato l'aliquota dal 12,5% al 16% per alcune categorie di polizze. Poi, il caro-ricambi e l'inflazione che hanno fatto lievitare i costi dei sinistri: riparare un'auto oggi costa in media il 18% in più rispetto al 2023. Infine, l'incremento della frequenza sinistri post-pandemia, con il traffico tornato ai livelli pre-Covid.

Secondo un'analisi del Corriere della Sera pubblicata a gennaio, circa 500.000 automobilisti italiani hanno visto il proprio premio aumentare di oltre il 10% nel 2026, con un premio medio che in alcune province supera i 600 euro annui. Napoli guida la classifica delle province più care con oltre 700 euro di premio medio, seguita da Caserta, Prato e Reggio Calabria. All'estremo opposto, Aosta ed Enna restano sotto i 280 euro.

Una novità importante del 2026 riguarda l'introduzione del bonus-malus allargato: gli assicurati che hanno causato sinistri vedranno peggiorare la propria classe di merito in modo più marcato, con aumenti che possono arrivare fino al 40% in caso di sinistro con colpa. Una "stangata" che, secondo ACI, colpirà in modo particolare i neopatentati e chi ha già una classe di merito penalizzante.

Come difendersi dagli aumenti? Il consiglio resta quello di confrontare più preventivi: secondo l'IVASS, tra il premio più basso e quello più alto per lo stesso profilo di rischio possono esserci differenze superiori al 200%. Valutare l'installazione della scatola nera può ridurre il premio del 15-20%, mentre la formula a consumo chilometrico resta vantaggiosa per chi percorre meno di 10.000 km all'anno. Infine, attenzione al tacito rinnovo: disdettare la polizza in scadenza e cercare una nuova offerta è spesso la mossa più efficace per contenere i costi.

Fonte: Assinews.it (5 giugno 2026) e Corriere della Sera (5 gennaio 2026)