Il 2026 si conferma un anno di rincari per l'assicurazione auto. Secondo i dati IVASS diffusi da Assinews, il premio medio RCA si è attestato a 355 euro a marzo 2026, con un incremento del 5,2% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Ma la media nazionale nasconde una realtà più complessa: per circa 500.000 automobilisti — quelli con sinistri pregressi o residenti nelle province più care — gli aumenti sono stati ben più consistenti, con punte del 15-20%.
Le cause di questi rincari sono molteplici. Innanzitutto, l'aumento dell'imposta sulle assicurazioni RCA (passata dal 12,5% al 16% per effetto della Legge di Bilancio 2026), che da sola incide per circa 20-25 euro sul premio annuo. In secondo luogo, l'inflazione che ha gonfiato i costi di riparazione: pezzi di ricambio e manodopera delle carrozzerie sono aumentati in media del 7% nell'ultimo anno. Infine, la ripresa della sinistrosità post-pandemia, con un +3,8% di incidenti con danni a cose rispetto al 2024.
La classifica territoriale resta impietosa: Napoli guida la graduatoria delle province più care con un premio medio di 629 euro, seguita da Caserta (589 €), Prato (547 €) e Massa-Carrara (521 €). Sul versante opposto, le province più economiche sono Aosta (271 €), Enna (275 €) e Oristano (280 €). Un divario Nord-Sud che si spiega con la diversa frequenza sinistri e, soprattutto, con il tasso di frodi assicurative.
Consumerismo ha lanciato un allarme sui rincari, chiedendo al Governo un intervento per calmierare i premi, soprattutto per le fasce più deboli. L'ACI, dal canto suo, ha ricordato che la Legge 124/2017 (cd. "legge concorrenza") vieta alle compagnie di discriminare i clienti in base alla residenza — ma le differenze territoriali persistono, giustificate dalle statistiche di rischio.
Cosa può fare l'automobilista per contenere i costi? Confrontare i preventivi resta la strategia più efficace: secondo Facile.it, chi cambia compagnia risparmia in media 120 euro l'anno. Altre leve: installare la scatola nera (sconto medio 15-20%), scegliere la formula a franchigia, e verificare la classe di merito (errori nel database sono più frequenti di quanto si pensi). In caso di sinistro, valutare se sia conveniente risarcire il danno di tasca propria anziché attivare la polizza, per non perdere la classe bonus-malus.