Il risarcimento dei danni alla persona rappresenta la voce più rilevante del sistema RC Auto italiano. Secondo un'analisi pubblicata da Assinews.it il 14 luglio 2026, i pesi economici, le frequenze e i divari territoriali in questo ambito sono significativi e meritano attenzione, sia per gli assicurati che per i danneggiati.
I danni alla persona — che comprendono il danno biologico, il danno morale e il danno patrimoniale da lucro cessante — costituiscono circa il 60% della spesa complessiva del sistema RCA italiano. Non si tratta solo di cifre: dietro ogni risarcimento c'è una persona che ha subito lesioni, con tempi di guarigione, postumi permanenti e conseguenze sulla vita quotidiana e lavorativa.
L'analisi evidenzia forti divari territoriali nella frequenza e nell'entità dei risarcimenti per danni alla persona. Le regioni del Sud Italia registrano una frequenza di sinistri con lesioni superiore alla media nazionale, ma con importi medi liquidati inferiori rispetto al Centro-Nord. Questo squilibrio è influenzato da diversi fattori: dalla diversa composizione del parco veicoli circolanti, alla maggiore incidenza di centri urbani congestionati, fino alle differenze nei costi sanitari e peritali.
Un dato particolarmente interessante riguarda il peso del danno biologico sul totale dei risarcimenti. Con l'introduzione della Tabella Unica Nazionale (TUN) e le recenti pronunce della Cassazione che ne hanno esteso l'applicazione anche ai sinistri antecedenti il 2025, il danno biologico sta diventando la componente predominante del risarcimento, superando in molti casi il danno materiale al veicolo.
Per i danneggiati, questi divari territoriali si traducono in una realtà pratica: a parità di lesioni, il percorso per ottenere un risarcimento pieno può essere più complesso in alcune aree del Paese. La presenza di strutture sanitarie attrezzate per la documentazione medico-legale delle lesioni, la disponibilità di periti specializzati e la stessa propensione delle compagnie a liquidare rapidamente variano significativamente da provincia a provincia.
Un altro aspetto emerso dall'analisi riguarda le microlesioni — quei traumi minori (distorsione del rachide cervicale, contusioni) che rappresentano la tipologia più frequente di danno alla persona nei sinistri stradali. In queste fasce di danno biologico basso (1-9 punti percentuali), la differenza tra quanto liquidato da una compagnia e quanto spetterebbe secondo le tabelle può essere significativa. Il danneggiato che accetta la prima offerta senza verifica rischia di lasciare sul tavolo migliaia di euro.
In conclusione, l'analisi di Assinews conferma che il risarcimento del danno alla persona in Italia è un diritto che va esercitato con consapevolezza, soprattutto in un sistema dove i divari territoriali possono fare la differenza tra un indennizzo adeguato e uno insufficiente.