Sali in macchina con un amico che ha bevuto e poi resti vittima di un incidente? Il risarcimento potrebbe essere dimezzato. Non è una leggenda metropolitana ma un principio giuridico consolidato che merita attenzione, soprattutto in un periodo in cui le uscite serali si moltiplicano e i controlli delle forze dell'ordine si intensificano.
Il principio si chiama concorso di colpa del danneggiato per accettazione consapevole del rischio. In pratica, se il passeggero sapeva — o avrebbe dovuto sapere — che il conducente era in stato di ebbrezza e ha comunque accettato di salire a bordo, una parte della responsabilità ricade su di lui. Non si tratta di una responsabilità penale, ma civile: il risarcimento del danno subito viene ridotto in proporzione alla condotta imprudente del passeggero stesso.
La giurisprudenza della Cassazione è chiara su questo punto: il passeggero che si affida a un conducente in evidente stato di alterazione alcolica assume su di sé una quota di rischio. Non è necessario che conoscesse esattamente il tasso alcolemico: basta che le circostanze fossero tali da renderlo evidente — alito vinoso, andatura instabile, eloquio alterato, comportamento spericolato alla guida.
In un recente caso affrontato dal Tribunale di Milano, il risarcimento per una passeggera rimasta gravemente ferita è stato ridotto del 50% proprio per questo motivo. La donna era salita in auto con un conducente che aveva trascorso la serata bevendo con lei. La sentenza ha stabilito che la conoscenza dello stato di ebbrezza era presunta, essendo i due stati insieme fino a pochi minuti prima dell'incidente.
Cosa significa concretamente per un danneggiato? Se il danno biologico viene quantificato in 100.000 euro, con un concorso di colpa del 50% il risarcimento effettivo scende a 50.000 euro. Una differenza enorme che può compromettere la capacità di affrontare le cure e la riabilitazione necessarie.
È importante chiarire che questo principio non si applica automaticamente in tutti i casi. Se il passeggero non poteva ragionevolmente accorgersi dello stato di ebbrezza del conducente — ad esempio perché era salito a bordo prima che iniziasse a bere, o perché le condizioni del conducente non erano evidenti — il concorso di colpa non scatta e il risarcimento resta integrale. L'onere della prova, tuttavia, grava sul danneggiato: è lui a dover dimostrare di non essere stato in grado di percepire il rischio.
Un'altra precisazione importante riguarda i trasporti di cortesia. Il semplice fatto di accettare un passaggio da un amico non configura alcun concorso di colpa, a meno che non vi siano elementi specifici che rendevano evidente il pericolo. Non si può quindi estendere questo principio a ogni incidente con passeggero a bordo: la riduzione del risarcimento scatta solo in presenza di una condotta consapevolmente imprudente del passeggero stesso.
Il consiglio pratico per chiunque esca in gruppo: designate un guidatore sobrio prima di iniziare la serata. Se chi doveva guidare ha bevuto, non salite in auto e cercate un'alternativa — taxi, mezzi pubblici, o un altro amico. Il risparmio di una corsa in taxi non vale il rischio di un risarcimento dimezzato, per non parlare del pericolo per la vostra incolumità.
Se sei rimasto coinvolto in un incidente come passeggero e l'assicurazione ti contesta il concorso di colpa, non accettare passivamente la riduzione del risarcimento. Esistono strumenti legali per far valere le tue ragioni: dalla messa in mora alla causa civile. Il nostro team è specializzato proprio in queste situazioni e può aiutarti a valutare il tuo caso gratuitamente.