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Sinistro stradale: il passeggero che sapeva che il conducente era ubriaco perde parte del risarcimento

Una sentenza della Corte di Cassazione depositata a giugno 2026 ha stabilito un principio importante in materia di risarcimento danni da sinistro stradale: il passeggero che accetta un passaggio pur sapendo che il conducente è in stato di alterazione (alcol o sostanze) concorre nella responsabilità del sinistro, con conseguente riduzione proporzionale del risarcimento.

Il caso riguardava un trasportato che, dopo una serata in compagnia, aveva accettato un passaggio da un amico visibilmente ubriaco. L'auto era uscita di strada e il passeggero aveva riportato lesioni gravi. In primo grado, il tribunale aveva riconosciuto l'intero risarcimento. La Corte d'Appello, invece, aveva ridotto il risarcimento del 30% proprio in ragione della consapevolezza del passeggero circa lo stato del conducente. La Cassazione, con l'ordinanza n. 14397/2026, ha confermato la decisione d'appello.

Il principio giuridico è quello del concorso colposo del danneggiato ex art. 1227 c.c.: chi si espone volontariamente a un rischio noto e prevedibile contribuisce alla produzione del danno e ne sopporta le conseguenze in proporzione alla propria condotta. Salire su un'auto sapendo che il conducente ha bevuto costituisce una condotta colposa che giustifica la riduzione del risarcimento.

Questa pronuncia ha implicazioni pratiche rilevanti per chiunque sia coinvolto in un sinistro stradale come trasportato. Se il conducente è sotto effetto di alcol o droghe e il passeggero ne era a conoscenza, l'assicurazione potrà eccepire il concorso colposo per limitare l'importo del risarcimento. La percentuale di riduzione viene determinata dal giudice caso per caso, tenendo conto del grado di consapevolezza del passeggero, della gravità dell'alterazione del conducente e delle circostanze concrete.

È importante distinguere questa ipotesi dal caso in cui il trasportato non sia consapevole dello stato del conducente: in quel caso, il diritto al risarcimento integrale rimane intatto. Allo stesso modo, se il passeggero è un minore o una persona incapace, la giurisprudenza tende a escludere il concorso colposo.

Per chi si trova a dover gestire un sinistro come trasportato, il consiglio è di documentare attentamente le circostanze del fatto: testimonianze, verbali delle forze dell'ordine, eventuali accertamenti alcolemici. Questi elementi sono fondamentali per stabilire se ricorra o meno il concorso colposo. Affidarsi a un consulente esperto in infortunistica stradale è essenziale per tutelare al meglio i propri diritti e ottenere il massimo risarcimento possibile.

La sentenza si inserisce in un filone giurisprudenziale che valorizza sempre di più il principio di autoresponsabilità: ciascuno è tenuto a proteggere la propria incolumità, e chi trascura questo dovere non può pretendere di scaricare interamente le conseguenze sugli altri — nemmeno sull'assicurazione del responsabile.

Fonte: Il Sole 24 ORE (19 giugno 2026)